Avrai sentito mille volte parlare di diversificazione , il famoso "non mettere tutte le uova nello stesso paniere".
Ma cosa significa applicata agli investimenti?
Apparentemente è abbastanza facile da capire : immagina di investire tutto il tuo denaro su una singola azienda. Fosse anche un colosso come Amazon o Apple.
Ad oggi è impensabile che possa accadere, ma era impensabile, prima che accadesse, che fallissero Kodak, Blockbuster, Olivetti o Lehman Brothers.
Se la sola società nella quale hai investito i tuoi soldi fallisse, ti ritroveresti con il tuo capitale azzerato. E cambierebbe poco se le azioni, fossero due : farebbe comunque - 50%. O tre, che equivale a - 33%. Meglio ma non certo bene.
Ecco quindi il senso, per un investitore che non dispone di capitali enormi, di rivolgersi alle SGR ( società di gestione del risparmio). Le quali, tramite fondi o etf , permettono anche con cifre limitate di acquistare non una, due o 10 azioni. Ma magari 1.000 diverse.
Se una di queste fallisse, la tua perdita reale sarebbe dello 0,01%. Ovvero 100 euro su 100.000 investiti. Tutto risolto quindi? Basta comprare un fondo o un etf per scongiurare ogni rischio? Non è così semplice e ti spiego perché.
Nel 2008, l'anno peggiore della storia del mercato azionario, l'indice MSCI World , composto da più di 6.000 azioni di 23 Paesi diversi, appartenenti ad ogni tipo di settore economico, registrò a fine anno una performance negativa del 40% con punte del -55%.
Se tutti i tuoi soldi fossero stati investiti in quello che è l'indice più diversificato che esista, per quanto razionale tu possa essere, saresti davvero riuscito a tenere duro? Io no, te lo dichiaro subito. Perché nemmeno con un portafoglio composto da più di seimila titoli avrei avuto un portafoglio realmente diversificato. In quanto, anche così, avrei avuto in mano una sola asset class.
Alla finanza piace parlare in modo complesso ma, alla fine, le asset class sono azioni, obbligazioni, liquidità, materie prime e strumenti alternativi. E, ogni asset class tende a comportarsi in un determinato modo di fronte ad una certa situazione economica.
Giusto per fare un esempio : di solito in una fase di crescita economica le azioni tendono ad avere buoni rendimenti mentre in fase recessiva i capitali tendono a defluire verso la liquidità o le obbligazioni a breve termine ( già, perché al contrario di quanto strillano i giornali , i mercati spostano i soldi non li bruciano).
Peccato che nessuno sia davvero in grado di capire in quale fase del ciclo economico ci troviamo in questo momento né tantomeno prevedere il prossimo o quanto durerà. Quindi la soluzione potrebbe essere ripartire i propri investimenti in ognuna delle cinque asset class. Esatto, ci sei quasi.
Inserire in un portafoglio la giusta quantità di ogni asset class prende il nome di Asset Allocation ( dannato inglese) .
Tutto risolto? Diciamo che siamo a buon punto, almeno in teoria. Ci sarebbe da aggiungere che , ogni asset class deve essere diversificata al suo interno. Per emittente, valuta, durata, area geografica, settore, dimensione. Vanno poi valutate le correlazioni tra i vari asset.
Ma di questi aspetti, più tecnici, parleremo in altra occasione. E allora qual è la giusta percentuale per costruire una buona asset allocation?
Dipende da tre fattori che riguardano solo te e sono :
- I tuoi obiettivi ;
- Il tuo orizzonte temporale;
- la tua tolleranza al rischio .
Voglio che i miei soldi rendano qualcosa NON è un obiettivo, dire tre, cinque o vent'anni a caso NON è un orizzonte temporale, non voglio perdere soldi NON dà nessuna indicazione sulla tua tolleranza al rischio.
Ultimo, ma non ultimo : il tuo patrimonio complessivo, compreso quello umano, è protetto e diversificato?
Il tuo portafoglio di investimento è parte di una Pianificazione Finanziaria?
Ne parleremo.
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